Anoressia: un modo pericoloso per comunicare un disagio


Con questo articolo voglio aprire un dibattito sui disturbi del comportamento alimentare, un tema delicato e molto complesso, una vera epidemia dei nostri tempi.
Credo che, prima di parlare delle probabili cause dell’ Anoressia e delle relative teorie psicologiche, sia importante riportare tutte le caratteristiche diagnostiche di questa malattia.

Le manifestazioni essenziali dell’Anoressia sono:

  • rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale e intenso timore di acquistare peso, o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso: ci tengo a sottolineare come la persona che soffre di Anoressia non necessariamente esclude completamente il cibo, ma la perdita di peso è primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta. Sebbene la restrizione calorica possa essere inizialmente limitata all’esclusione di cibi considerati ipercalorici, nella maggior parte dei casi questi soggetti finiscono per avere un’alimentazione rigidamente limitata a poche categorie di cibi;
  • alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza    del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso: la percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti in questi soggetti. Alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce. Nei soggetti con Anoressia i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene esperito come un’ inaccettabile perdita delle capacità di controllo.
  • nelle femmine dopo il menarca, appare amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi: l’amenorrea è legata a livelli patologicamente bassi di estrogeni circolanti  ed è la spia di una disfunzione endocrina.

Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti con questo disturbo negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato di emaciazione. Il soggetto generalmente giunge all’osservazione medica, sotto pressione dei familiari, quando la perdita di peso (o l’incapacità di acquistarlo) si fa marcata; raramente gli individui con Anoressia appaiono preoccupati per il dimagrimento di per sé. Spesso infatti manca la consapevolezza di malattia, oppure questa viene fermamente negata, cosicché gli individui con Anoressia sono inaffidabili anche per la semplice raccolta anamnestica.

Alcuni individui con Anoressia non presentano anomalie di laboratorio ma la denutrizione caratteristica di questo disturbo può indurre numerose alterazioni nella maggior parte degli apparati ed organi.  Oltre all’amenorrea, i soggetti possono lamentare stipsi, dolori addominali, intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia. Possono essere presenti marcata ipotensione, ipotermia e secchezza della cute. Alcuni individui sviluppano “lanugo”, una fine e soffice peluria, sul tronco.

E questi sono “solo” sintomi di un doloroso conflitto interno.