È sempre un Felice Natale?

Non so cosa pensate voi ma guardandomi attorno credo che il periodo natalizio sia sempre più una fonte di disagio e di stress emotivo.
Addobbi natalizi luccicanti ovunque, negozi e supermercati affollati ma…pochi sorrisi. Ci si sente quasi obbligati ad aderire a questa festa, alla frenesia degli acquisti, quasi catturati dalle tante luci colorate della città.
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Il linguaggio dell’abbigliamento

Immaginando i lettori in questo periodo, chi sotto l’ombrellone, chi davanti una bella coppa di gelato, con vestiti colorati e estivi, ho pensato di allietarli con un articolo sulla moda intesa come strumento attraverso il quale la psiche della persona si esprime e comunica con l’esterno.

Per la maggior parte degli autori, la principale motivazione a “decorarsi” deriverebbe anzitutto dalla necessità di imporsi sessualmente, facendo così dell’abbigliamento l’espressione di tutti quei contenuti culturali esprimenti il sesso, quali potere, ricchezza, autorità.

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Il mare lava tutti i mali dell’uomo…

Ho deciso di usare come titolo a questo articolo una suggestiva frase di Platone ed iniziare, così, a rispondere ad una domanda che si pongono in tanti:

per quale motivo sento un desiderio irrefrenabile di contemplare il mare, il desiderio istintivo di tuffarmi in acqua, il piacere nel profumo dello iodio?

…esiste un legame ancestrale, profondo tra l’uomo e il mare.
A questo punto sento il dovere di far cenno agli affascinanti significati psicoanalitici dell’acqua che spiegano perché questo elemento suscita tanta attenzione nella vita emotiva, nei sogni notturni, nei miti, nelle leggende dell’uomo: l’acqua è il liquido che rappresenta l’inconscio ma simboleggia anche la Madre, la Donna. Leggi tutto

La nostra vita è il risultato dei nostri pensieri

Un titolo del genere può arrivare a molti come un macigno…e ci fa riflettere così: quindi, io sarei responsabile degli eventi che considero “stressanti”?  Ma allora, se ne sono responsabile, posso apportare un cambiamento? Io rispondo con un “sì”.  Molte persone passano la loro giornata ad accusare il “mondo” per determinati comportamenti scorretti nei loro confronti e lo etichettano come causa del loro disagio e della loro continua tensione; certo, se non vivessi in una città caotica e piena di traffico, non arriverei sempre in ritardo agli appuntamenti, provando frustrazione, rabbia e impotenza e non mi “stresserei”; ma chi ha scelto di vivere in quella città caotica? E soprattutto, io posso fare qualcosa di concreto per ridurre il traffico? Leggi tutto