Il “giusto” tempo per sé, cercasi.

Quante volte al giorno capita di dire e di sentire le persone pronunciare queste parole: “Non ho tempo”, “Non basta mai il tempo per fare tutto”, “Non ho più tempo per me”, “Sì, mi piacerebbe ma non ho il tempo”, e così via. Se ci pensate sembra che la percezione del tempo sia equiparata a quella di un oggetto animato che non c’è più, che ha fatto qualche torto andandosene, quasi fosse un nemico dell’uomo che va punito e verso il quale occorre riversare tutta la rabbia che si prova. Leggi tutto

La vita frutto di un copione

“Tutto il mondo è un palcoscenico. E tutti, uomini e donne, non sono che attori. Hanno le loro entrate e le loro uscite; ciascuno nella sua vita recita diverse parti” (Shakespeare)

Cosa provereste se vi dicessero che i vostri pensieri, sentimenti, azioni, rapporti interpersonali siano il frutto di un copione che vi siete costruiti fin dalla vostra infanzia e che, nel bene e nel male, ha influenzato la vostra vita fino ad ora? Provate impotenza? Rabbia? Paura? Felicita e soddisfazione? Come mai? Cosa pensate del vostro copione di vita?

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Il bisogno di “carezze”

Desidero trattare cosa spinge l’essere umano verso l”altro”, perché strutturiamo il nostro tempo mediante l’intimità.
Ognuno di noi ha bisogno di essere toccato e di essere riconosciuto dagli altri. Tale bisogno, secondo l’analisi transazionale, può essere definito come “fame di carezze”, cioè di qualsiasi atto che implichi il riconoscimento dell’altro. Possono essere date carezze in forma di reale contatto fisico o in qualche forma simbolica di riconoscimento, come uno sguardo, una parola, un gesto o qualsiasi azione che significhi “so che ci sei”.
Si possono, per esempio, passare minuti, ore o una vita intera cercando carezze in molti modi, oppure trascorrere minuti, ore o una vita intera cercando di evitare le carezze, rinchiusi in se stessi. Leggi tutto