Depressione: uccide e puo’ far uccidere


Ho sentito il bisogno di soffermarmi su un fatto di cronaca avvenuto di recente nella nostra provincia, non per discutere del caso in specifico di cui non conosciamo i particolari della storia ma per prendere esso come spunto di riflessione nei confronti di un argomento tanto frequente: il disturbo di Depressione.
In questi casi molti si domandano se sia possibile che una determinata situazione familiare possa portare alla disperazione e all’istinto omicida e suicida. Purtroppo questo avviene quando le risorse interne alla persona ed esterne ad essa vengono a mancare.

Un individuo con Disturbo Depressivo grave si sente sopraffatto o intrappolato, bloccato, impotente e privo di rivalsa. Tenderà ad isolarsi convinto che nessuno potrà mai capirlo e aiutarlo, prevale il senso di disperazione, la mancanza di speranza fino ad arrivare, in casi gravi, a perdere il contatto con la realtà.

La ricerca svolta sulle cause degli episodi depressivi che si manifestano in età adulta ha rivelato che l‘insorgenza della maggior parte di questi episodi è determinata da alcuni eventi specifici o dalle difficoltà caratterizzanti la vita di un individuo; tra questi due il ruolo di alcuni eventi particolari si è rivelato il fattore più importante. Alcune ricerche hanno suggerito che circa il 66%-90% degli episodi depressivi inizia a manifestarsi entro 6 mesi dal seguito di un evento grave e la maggior parte di questi eventi implica un qualche tipo di “perdita”.
Una grave malattia in famiglia è un evento grave, la perdita di affetto del proprio caro a causa di una mallattia è un evento grave e allora se tutto questo è vero credo sia importante chiedersi:

esiste la prevenzione al disturbo Depressivo grave? la prevenzione al suicidio? Quanta attenzione esiste alla diagnosi differenziale tra Depressione e Disturbi Psicotici? o tra depressione primaria e secondaria (cioè come conseguenza di alcune condizioni mediche o di altri disturbi psichiatrici)?

La maggior parte degli individui depressi non ricorre ad un aiuto professionale, sia per lo stigma associato alle persone che soffrono di depressione, sia alla mancanza di informazioni, cioè alla difficoltà di decidere dove ricercare un trattamento, quale tipo di trattamento cercare o a che tipo di operatore rivolgersi.

Lavoro come psicologa presso un’Unità Operativa di Oncologia Medica di un ospedale di Roma e posso affermare che è possibile guarire dalla Depressione e questo processo è possibile ancor meglio se medici e psicologi, con un intervento di tipo integrato, mostrano sensibilità alla sfera bio-psico-sociale della persona.