Il linguaggio dell’abbigliamento


Immaginando i lettori in questo periodo, chi sotto l’ombrellone, chi davanti una bella coppa di gelato, con vestiti colorati e estivi, ho pensato di allietarli con un articolo sulla moda intesa come strumento attraverso il quale la psiche della persona si esprime e comunica con l’esterno.

Per la maggior parte degli autori, la principale motivazione a “decorarsi” deriverebbe anzitutto dalla necessità di imporsi sessualmente, facendo così dell’abbigliamento l’espressione di tutti quei contenuti culturali esprimenti il sesso, quali potere, ricchezza, autorità.

Altri autori, di converso, affermano che il decorarsi voglia sopperire ad un senso di inferiorità, di inadeguatezza, che stia dunque a compensare una mancata accettazione di se stessi in genere e del proprio corpo in particolare.

Altri ancora sostengono che si adorni per volontà di aggredire, per acquistare o mantenere una supremazia sugli altri. Il decorarsi in questo caso si è visto come un’arma per vincere, ridurre, mantenere a distanza, un’arma per umiliare l’altro mediante, a volte,  la vistosità della decorazione, il suo splendore, la raffinatezza; a volte ancora mediante un’indifferenza e negligenza volute e ricercate di cui personaggi e mode di ieri e di oggi sono un esempio.

La funzione decorativa dell’abbigliamento sembra essere quella primitiva e più importante, infatti il decorarsi è stato uno dei punti di partenza che ha condotto gli esseri umani a porsi in relazione con la propria psiche tramite il corpo, ornandolo, coprendolo, scoprendolo, alterandone la forma, il colore, la dimensione, basta pensare all’esistenza, presso popoli cosiddetti primitivi, di individui totalmente spogli di indumenti, mai però spogli di ornamenti.

Le altre due motivazioni ad abbigliarsi che Flugel ha ampiamente trattato, sono la protezione e il pudore: tuttavia la funzione pudica dell’indumento, come quella climatica della protezione si sono consolidate soltanto col tempo, quando l’impulso a decorarsi con i più svariati ornamenti quali pitture, tatuaggi, monili naturali dapprima e artificiali poi, si era già manifestato ed affermato.

Un’altra motivazione vede il fenomeno moda come un messaggio, un senso che chiaramente o in codice mette in relazione l’individuo con il mondo circostante. Questo segno è un linguaggio che obbedisce al bisogno di comunicare, di offrirsi ad una lettura insito nell’individuo il quale, attraverso l’insieme del suo abbigliamento, mira a farsi conoscere, decifrare.