La coppia equilibrata e la coppia instabile


Quando parlo di coppia equilibrata mi piace citare la poesia di Kahlil Gibran su “Il Matrimonio” raccolta in “Il Profeta”:

“…Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia uno dell’altro. Perché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori. E state insieme ma non troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono distanziate, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

I membri della coppia, oltre che come partner, vanno considerati contemporaneamente come figli e, una volta costruita una propria famiglia, anche come genitori. Già a partire dalla scelta del partner il coinvolgimento è solo apparentemente esclusivo di quelle due persone: in realtà occorre considerare anche i legami intergenerazionali (genitori, nonni, ecc.).

Quando si parla di coppia armonica e coppia instabile?

La prima è una coppia che ha raggiunto un sufficiente equilibrio tra appartenenza e separazione dalle rispettive famiglie di origine e, avendo consolidato una relazione di intimità soddisfacente con chiari confini, sarà in grado di creare una famiglia dove gli affetti circolano liberamente da un piano generazionale all’altro (es. dal figlio al genitore).
Una coppia equilibrata è quella che non solo riesce a guardare con sufficiente distacco alle famiglie di origine ed a creare relazioni affettive armoniche al suo interno ma è anche una coppia i cui membri riescono a crescere insieme affrontando i compiti di sviluppo che gli sono di volta in volta richiesti.

Una coppia definita instabile o disarmonica, è quella il cui legame viene influenzato dai problemi non risolti nelle rispettive famiglie di origine.
Può capitare, per esempio, che l’attrazione tra i partner è incentrata in maniera profonda sulle reciproche “carenze affettive” ereditate dalle famiglie di origine nel tentativo di appagare i propri desideri insoddisfatti in termini di relazione. Questo non genera una reale intimità di coppia anche se i membri la percepiscono tale dalla ricerca continua di contatto che, tuttavia, rivela l’incapacità di tollerare la lontananza. In queste coppie si vive una tensione continua ed una reciproca richiesta di conferme e sicurezze, quelle che sono venute a mancare dalla famiglia di origine e che ci si aspetta di ricevere dal proprio partner e, se non arrivano, dai propri figli.

Mi piacerebbe conoscere le vostre riflessioni su ciò che la psicologia relazionale afferma riguardo alla coppia.

“…Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo. Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica…” (K. Gibran, Il Profeta)