La vita frutto di un copione


“Tutto il mondo è un palcoscenico. E tutti, uomini e donne, non sono che attori. Hanno le loro entrate e le loro uscite; ciascuno nella sua vita recita diverse parti” (Shakespeare)

Cosa provereste se vi dicessero che i vostri pensieri, sentimenti, azioni, rapporti interpersonali siano il frutto di un copione che vi siete costruiti fin dalla vostra infanzia e che, nel bene e nel male, ha influenzato la vostra vita fino ad ora? Provate impotenza? Rabbia? Paura? Felicita e soddisfazione? Come mai? Cosa pensate del vostro copione di vita?

E’ stato Eric Berne a parlare nel 1960 di copione e che definisce come “un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e che culmina in una scelta decisiva”.

Il copione personale avrà sempre alla sua base tre domande in cui sono racchiuse l’identità e il destino di una persona:
Chi sono?
Cosa sto facendo qui?
Chi sono tutti questi altri?
Per esempio, le diverse esperienze di vita possono portare a concludere: “Sono una nullità. Non riuscirò mai a niente. Altre nullità mi buttano giù”; oppure “Ho un’ottima testa sulle spalle. Posso fare tutto ciò che decido di fare. Gli altri mi aiuteranno” Quindi conosciamo probabilmente qualcuno che ama la vita, che ama conoscere cose nuove, pensare e cambiare; e forse conosciamo qualcuno che continua a girare in circolo, senza andare in nessun posto o, ancora, qualcun altro che vive come un vegetale.

Entrare a contatto con l’impianto teorico di base (chiamata Analisi Transazionale) aiuta a divenire consapevoli di molti aspetti della propria vita potendo dare delle risposte al perché mettiamo in atto determinati comportamenti, perché usiamo sempre certe frasi e perché proviamo quei sentimenti.

Uscire dal copione (o “chiudere lo spettacolo”) non significa sempre negarlo o allontanare da noi questo modo di essere, ma rivalutarlo come uno dei tanti modo a cui, coscientemente, ci adattiamo e non più come l’unico.

Scommetto che ognuno di voi desidererebbe essere l’attore cosciente del proprio copione e non un passivo spettatore!